“Giovani e Politica Attiva” e “L’Italia che non si vede” domenica 10 febbraio in Acropolis

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Domenica 10 febbraio 2013

Ingresso libero in forma pubblica (ovvero anche senza tessera Arci)

*Dalle 17.00:

Giovani e Politica AttivaIl ruolo delle nuove generazioni sul futuro di cultura, lavoro e diritti

https://www.facebook.com/events/243051845830941/

In mezzo a tanti comizi pre-elettorali, in Acropolis vogliamo invece cogliere l’occasione per organizzare un confronto aperto e costruttivo, tra alcuni dei tantissimi giovani già impegnati in politica, tra i giovani candidati alle prossime elezioni e tra chiunque vorrà partecipare dal pubblico.

Un’occasione quindi per entrare nel dettaglio di temi molto importanti, partendo dal punto di vista generazionale. Spazio alla contaminazione tra persone con storie e prospettive magari diverse, ma uniti dalla voglia e dalla necessità di un cambiamento reale.

Ne parliamo con gli amministratori

Ruggero Beretta, consigliere comunale di Vimercate, con delega alle Politiche Giovanili – 23 anni

– Alessandro Gerosa, consigliere comunale di Monza, presidente della Commissione Politiche Giovanili – 21 anni

Chiara Fiocchi, assessore alle Politiche Sociali di Pessano con Bornago – 26 anni

– Alessandro Capelli, delegato alle politiche giovanili per il Comune di Milano – 27 anni

con i candidati alla Camera dei Deputati

Valentina LaTerza, indipendente per SinistraEcologiaLibertà – 31 anni

Rossana Currà, per SinistraEcologiaLibertà – 33 anni

Roberto Rampi, per Partito Democratico – 35 anni

E con i candidati alla regione Lombardia

Valentina Morelli, per la lista “Con Ambrosoli Presidente” – 32 anni

Stefano Forleo, per la lista “Etico A Sinistra”- 27 anni

Vera Tisot, per la lista “SinistraEcologiaLibertà” – 30 anni

Tavola rotonda moderata da Stephan Greco – coordinamento Arci Monza e Brianza

Il confronto è aperto inoltre a candidati e rappresentanti di tutti gli schieramenti politici


*Dalle 19.30:

Aperitivo

Menu:

Cous cous di verdure

Penne all’amatriciana

Fagioli e pancetta

Patate e cipolle

Tonno e patate

Pollo al curry

Wurstel e crauti

Frittate/spuntinelle/focacce

*Dalle 21.30:

Proiezione del documentario “Anija – La nave”, per la rassegna “L’Italia che non si vede”

https://www.facebook.com/events/460409510685037/

ANIJA – LA NAVE di Roland Sejko. Un’appassionata ricostruzione della migrazione tra Albania e Italia dei primi anni ’90

Il film ricostruisce con dovizia di particolari quanto avvenuto in Albania all’inizio degli anni ’90, caratterizzati da migrazioni di massa in particolare verso l’Italia e nello stesso tempo rendendo merito ad un gruppo di persone che non ha esitato un solo secondo a mettersi in gioco per cercare la libertà altrove. Per molti aspetti simile a La nave dolce di Daniele Vicari, Anija (nave in albanese) non si concentra solo sullo sbarco della Vlora, ma racconta i tre grandi esodi degli albanesi, soffermandosi dapprima sulle ragioni che li hanno spinti a lasciare la propria terra, poi analizzando il limbo inquietante della permanenza nei centri profughi, reso più umano dalla grande solidarietà dimostrata dalla gente pugliese, per finire con l’orgoglio legato al riconoscimento del proprio valore umano e della propria tenacia. Dai racconti così partecipati e toccanti emerge limpida una verità: non cercavano soldi e vita facile, ma volevano sentirsi liberi di seguire le proprie passioni, di dire “No” senza per questo il timore di essere condannati a morte o rinchiusi nei campi di prigionia (agghiaccianti in questo senso i filmati di repertorio sui processi compiuti nei confronti degli oppositori del regime, condotti davanti ad un pubblico numeroso, obbligatoriamente festante, quasi come se fosse uno show del sabato sera). I protagonisti sono intervistati nelle loro abitazioni o sul luogo di lavoro, sottolineando con nettezza quanto siano diventati importanti per il tessuto sociale italiano, trasformando quel momento di crisi in una rinascita. Molti di loro parlano in dialetto brindisino, come la fioraia scappata dalla dittatura e da un matrimonio senza amore. E’ un punto di vista passionale e appassionato quello dell’autore, perché egli stesso è arrivato in Italia vent’anni fa a bordo di una delle cosiddette navi della speranza, diventando poi sceneggiatore, giornalista e regista.

Inoltre testimonianza diretta di Astrit Cela.